L'impegno della Fondazione Matilde Lorenzi per la sicurezza in pista

04 Marzo 2026

© Fotografia - Lucrezia e Matilde Lorenze


Il simbolo è quel sole splendente che abbiamo visto sul casco di Federico Tomasoni mentre correva per l'argento olimpico di skicross. Lui era il fidanzato di Matilde Lorenzi, tragicamente scomparsa mentre si allenava in Val Senales nell'ottobre 2024, mentre il sole è il simbolo della Fondazione Matilde Lorenzi ETS,  nata dalla volontà della famiglia Lorenzi: i genitori Adolfo Lorenzi ed Elena Rosa Cardinale con i figli Lucrezia, Matteo e Giosuè di trasformare il ricordo in un impegno concreto e duraturo, per aumentare la consapevolezza e la sicurezza nei luoghi dove lo sci viene praticato. 

La Fondazione promuove un approccio strutturato alla prevenzione per fare in modo di intervenire prima che il rischio si trasformi in incidente. La sicurezza deve essere parte integrante della pratica sportiva, accompagnandone ogni fase: dalla formazione tecnica alla gestione delle piste, dall’innovazione tecnologica alla definizione di regole chiare e condivise.

“La Fondazione, nata dopo la tragica scomparsa della nostra Mati – spiega Adolfo Lorenzi, presidente della Fondazione – promuove e sviluppa progetti volti a implementare la sicurezza nello sci, assicurando che ogni sciatore, a qualsiasi livello, possa praticarlo in un ambiente consapevole e protetto. Perché la sicurezza non è un limite, ma ciò che permette allo sport di restare una parte sana e positiva della vita di chi lo pratica”. 

Adolfo, Lucrezia e Giosuè Lorenzi

La Fondazione Matilde Lorenzi si rivolge ai ragazzi che praticano sport, agli atleti, agli educatori e alle società sportive mettendo a disposizione strumenti e conoscenze per riconoscere i rischi, prevenirli e favorire una pratica sportiva più sicura e responsabile. Al centro dell’attività c’è il progetto Matildina4Safety che si propone di concretizzare la visione della Fondazione in azioni concrete: "la sicurezza non va affrontata solo dopo un incidente, ma prima, come parte integrante dell’esperienza sportiva, nella consapevolezza che lo sport non è mai un’esperienza individuale, ma una responsabilità condivisa. Molti infortuni - si legge in una nota della Fondazione - non sono solo frutto della fatalità, ma il risultato di una combinazione di fattori – dalla stanchezza alla pressione agonistica, dalle condizioni ambientali alla sottovalutazione dei segnali di rischio – che possono essere riconosciuti e gestiti". 

 

di Redazione DoveSciare.it
04 Marzo 2026