Collegamenti da sogno


Quando sento ipotizzare qualche nuovo collegamento sciistico, mi si accende la lampadina. Da fin da piccolo, quando agli albori del Dolomiti Superski, mi divertivo a tracciare nuovi percorsi sciistici sulle cartine. Quando si diventa grandi non si cambia troppo, ed ecco che sono sempre qui a fantasticare… E dopo qualche anno di stanca, ora sembra che i grandi progetti di fantacollegamenti abbiano ripreso vigore. Nelle valli, parlarne non è più così politicamente scorretto. Finalmente, si sta capendo che gli impianti a fune sono ‘mezzi di trasporto’, sostenibili e soprattutto strategici per il rilancio (ma direi piuttosto la sopravvivenza) dei territori montani. Basti pensare che la recente connessione sci ai piedi fra Passo Tonale e  Ponte di Legno ha determinato quasi il raddoppio del fatturato. E che il collegamento fra St. Anton e Zurs-Lech, prima solo ‘via skipass’, oggi ha creato uno dei più grandi comprensori al mondo, con un aumento vertiginoso dell’interscambio degli sciatori, a beneficio anche dei posti ‘minori’ del comprensorio (nelle foto, l’impianto chiave Flexenbahn). Anche all’ultimo Skipass 2017 c’è stato un dibattito sul tema, “Quota Futuro”,  organizzato da La Stampa, che ha visto tra i protagonisti ANEF, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, che rappresenta oltre 1500 impianti in tutto il paese. Nell’occasione sono state date informazioni sullo stato di progetti che fino a ieri sembravano ‘fanta’ e che oggi hanno fatto un passo avanti verso la realtà:  una seggiovia e una funivia che uniranno Corno alle Scale e Doganaccia, fra Emilia e Toscana; il progetto Alplink, cioè la fusione tra Cervinia-Zermatt e Monte Rosa (sarebbe il terzo carosello al mondo, ma forse il primo per suggestione); Cortina 2021 con il collegamento funiviario tra Pocol e le Cinque Torri; San Martino di Castrozza e Passo Rolle.

Ma se queste nuove opportunità per i comprensori si realizzeranno, prima o poi, io vado oltre e mi metto ancora a sognare. Nelle Dolomiti, per esempio, dove la ‘cultura del collegamento’ esiste da sempre ed è alla base del sistema turistico stesso, in realtà ci sarebbero ancora alcuni ‘buchi’ e piccoli punti deboli. Mi viene in mente l’Alpe di Siusi con la Val Gardena, e precisamente sopra Santa Cristina (Monte Pana e Mont de Seura, per inciso piste stupende e poco conosciute). Attualmente c’è lo skipass unico, e il collegamento è realizzato con un buffo autobus navetta che percorre la stradina solitamente innevata da Saltria a Mont de Seura con quattro catene montate… La zona è splendida e incontaminata, ma non so se sia meglio un autobus che va avanti indietro o un bell’impianto a fune e qualche stradina battuta che sfruttasse le vie forestali esistenti. Ma se qui andiamo a impattare su un’area ambientalmente rilevante dove però già non ci sono le auto, altri collegamenti avrebbero l’utilità di eliminare il traffico: per esempio, in Val di Fassa mi piacerebbe vedere unito il Passo San Pellegrino con l’Alpe di Lusia e quindi Moena… Mi pare di ricordare che su vecchie mappe c’era una ski weg fra il passo San Pellegrino e Moena… O fra Carezza e Pampeago-Obereggen, sfruttando la vicinanza fra il passo Costalunga Carezza e Gardonè.

E se a Cortina finalmente si sta per fare qualcosa di decisivo, come accennato sopra, per me non è mai abbastanza…. Un ‘brand’ così meriterebbe il sci ai piedi totale o quasi. Vedrei bene un arroccamento dal quartiere di Crignes a Socrepes (zona Tofana) o addirittura una ‘rielaborazione’ di un vecchissimo impianto che ‘secoli’ fa portava dal centro paese a Pocol; ma che dire del collegamento con il Sella Ronda? Ne parlano da anni di collegarsi o con Arabba, o meglio ancora (più fattibile) con l’Alta Badia: prima o poi ci si arriverà, e già il nuovo impianto fra Son dei Prade e Cinque Torri, previsto in un paio d’anni, è la premessa. Non solo: estremamente suggestivo sarebbe unire la zona Cristallo-Faloria con Tofane, completamente nell’altro versante, sfruttando il ‘canale’ di vecchi impianti di Mietres (chiusi da non troppi anni, ma a quota un po’ bassa)… Ma in un vecchio Piano neve della regione Veneto veniva citato anche un collegamento Auronzo-Misurina-Faloria. Sarebbe fantastico…

E se nella zona Tre Cime (ex Alta Pusteria Dolomiti di Sesto) a breve verrà ottimizzato e concluso il collegamento Monte Elmo-Croda Rossa con Padola in Comelico, è più futuribile, ma non lontano dal vero, il coinvolgimento dell’austriaca Silian, che si trova sempre in Pusteria di là dal confine. In quel caso avremmo la prima stazione austriaca a entrare nel Dolomiti Superski. Sempre in Alto Adige: in Alta Valle Isarco un collegamento quasi ‘naturale’ potrebbe nascere tra Monte Cavallo (la montagna di Vipiteno) e Ladurns in val di Fleres: avrebbe sicuramente un senso! In Austria, dove non stanno certo con le mani in mano, solo per fare un esempio fra i tanti, mi piacerebbe vedere l’unione di Pitztal con Soelden… Top!

Ma che dire poi, spostandoci a ovest, di un bel Bormio con Santa Caterina Valfurva, vecchio sogno mai realizzato che non sarebbe nemmeno troppo difficile, per non parlare di vecchio Pila-Cogne poi abortito. Io peraltro vedrei bene una maggiore integrazione fra i due versanti di Bardonecchia, anche se temo che tecnicamente non sia realizzabile per la distanza e la conformazione orografica. Ma sognare è sempre possibile…