Storie (e telenovele) di sci. Il caso Pramollo, stazione top ‘quasi italiana’. Ma semisconosciuta.


Da innamorato dello sci e da addetto ai lavori, delle tante stazioni sciistiche visitate ve ne sono diverse che mi hanno colpito, affascinato, interessato. Ma ce n’è una che mi intriga assai. Si chiama Pramollo, che in tedesco fa Nassfeld (appunto ‘campo o prato mollo, zuppo’). Un nome che dirà poco (ma non ai visitatori di Dovesciare, che da anni dedica diversi articoli alla località), e che invece è assolutamente da scoprire. Siamo nelle Alpi Carniche, in Carinzia, regione austriaca che per chi è ‘milanocentrico’ ed è abituato alle Alpi centrooccidentali è davvero un mondo sciistico misterioso e apparentemente lontano – e in effetti atmosfere, cucina e cultura ‘sanno’ già un po’ di Est Europa. Ma non dimentichiamo che la Carinzia è la regione di Franz Klammer e del campione olimpico in carica di discesa libera Matthias Mayer, e che vi sono città importanti come Klagenfurt e Villach, altre stazioni come Bad Kleinkirchheim, Heiligenblut e Katschberg, le terme, i fantastici laghi come il Weissensee... Dicevo, Pramollo mi ha sempre incuriosito particolarmente. Per una serie di motivi. Il primo: è una vera top resort, con ben 110 km di piste straordinarie e impianti modernissimi, albergoni benessere sulla neve, baite animate, attività collaterali… Neve sicura, perché qui l’innevamento programmato è sul 100% delle piste e a nord est del confine nevica non solo con le perturbazioni atlantiche ma soprattutto con quelle dal nord est; tracciati e qualità sciistica oggettivamente altissima, con scorci paesaggistici e approccio ‘da Dolomiti’, ma anche un po’ ‘ski total’ alla francese, perché al passo Pramollo c’è un agglomerato con diversi alberghi della serie ‘esci dalla porta e vai, sci ai piedi’. Insomma una vera potenza, con un mix ideale di positività, però ben pochi la conoscono. Eppure, è ‘quasi’ Italia, ad appena 2 ore da tante città importanti del Nord Est come Padova o Venezia, e a poco più di 3 ore da Bologna: basta uscire a Pontebba, lungo l’autostrada della Carnia prima di Tarvisio, e grazie a una strada un po’ da brivido ci si arrampica fra cupi e selvaggi versanti fino al passo di Pramollo: e lì si apre un mondo. Il secondo motivo è proprio il fatto di essere una delle poche stazioni sciistiche transfrontaliere. Ma non come Cervinia-Zermatt o La Thuile-La Rosiere, dove gli impianti sono equamente divisi fra parte italiana e parte straniera. No, qui la cosa buffa è che solo un minuscolo ma non secondario spicchio di comprensorio si trova ‘come per caso’ al di qua del confine italiano: un paio di skilift, di campi scuola e raccordi e solo due alberghi. Ma che alberghi. Qui due mitici albergatori italiani sono sempre stati dei veri mattatori. Ho conosciuto per la prima volta Pramollo, negli anni ’90, quando era già ‘grande’ ma ancor meno nota di adesso, anche grazie a loro, Livio del Wulfenia e Riky del Gallo Forcello.  Sono diventati dei miti, perché entrambi i loro ristoranti sono stati fin da tempi non sospetti attenti alla qualità e hanno proposto cucina di  pesce (proveniente dal vicino alto Adriatico), pasta e pizza a regola d’arte, carte dei vini strepitose (per forza, con  i vigneti del Collio…). Tanto che i loro ristoranti sono meta di pellegrinaggio di ormai generazioni di turisti stranieri, che vi arrivano sci ai piedi per gustarsi una mangiata all’italiana. C’è il loro zampino anche nella famosa festa cubana che ravviva la stazione a fine stagione… E si può dire che abbiano tenuto alta la bandiera italiana in un ambiente in tutto e per tutto austriaco, perché poi negli anni la stazione, prima incentrata attorno valico di Pramollo, si è espansa al fondovalle carinziano verso il paesino di Tröpolach (presso Hermagor), grazie alla Millennium Express, una delle cabinovie più lunghe del mondo, 6 km (e la discesa a valle ‘Carnia’, di quasi 8 km e 1410 metri di dislivello). Ma loro con le famiglie hanno tenuto botta, vero baluardo di italianità, fra mille difficoltà, perché qui le proprietà degli impianti sono di ricche società austriache. Pensate che su alcune mappe la strada dall’Italia (in effetti non percorribile dai pullman) viene addirittura cancellata, e nella comunicazione visual il nome Pramollo viene messo in secondo piano rispetto a ‘Nassfeld’ e invece per il pubblico italiano penso che sia vincente comunicare un marchio che suona italiano come Pramollo o Passo Pramollo.

Ora, questo particolare status transfrontaliero è proprio la croce e delizia di Pramollo. Perché il terzo motivo per il quale Pramollo mi intriga è che qui potrebbe vedere la luce uno dei collegamenti sciistici più importanti di tutte le Alpi, con un impatto socioeconomico notevolissimo per tutta la Carnia. Un’operazione che fa venire l’acquolina in bocca a tutti noi sciatori. Nella parte italiana, Pontebba era un tipico centro ferroviario, militare e di frontiera un po’ decadente, con edifici abbandonati e popolazione in calo dopo l’apertura delle frontiere e la chiusura delle caserme. Ebbene, il progetto prevede una cabinovia in più tronchi per un totale di 8 km di linea, con una 3S dalla stazione ferroviaria e una 8 posti, che porterebbe direttamente a 1919 metri in un punto chiave del comprensorio, il Kofelplatz-Madritsch-Madriccio, e 600 posti letto a Pontebba. Ci sarebbero anche 10 km di piste in più.

Sono anni, forse decenni che se ne parla di questo progetto da 80 milioni di euro, ma sembra una telenovela. I pro e i contro, gli interessi degli uni a scapito di quelli degli altri, gli aspetti ambientali, le vicende burocratiche e politiche all’interno della regione Friuli… I timori, fondati, sono che una ski area così appealing e comoda cannibalizzerebbe le altre stazioni sciistiche friulane, tipo Tarvisio, Sella Nevea, Zoncolan, che già  non se la passano benissimo. Insomma è una matassa davvero difficile da interpretare e districare, anche perché la comunicazione viene data con il contagocce sia da parte dei carinziani che degli italiani, con molta prudenza, quasi reticenza. Come andrà a finire? Al riguardo, vedi anche la news qui su Dovesciare http://www.dovesciare.it/news/02/01/2016/pontebba-si-torna-a-parlare-della-funivia-di-collegamento-con-nassfeld-pramollo ; sembra che qualcosa si stia sbloccando. Ma la storia è sicuramente ancora lunga e ci torneremo sopra. Intanto, collegamento o no, godiamoci Pramollo così com’è: garantito che è un gioiello, un mix perfetto fra paesaggio, tecnicicità, divertimento, gastronomia.



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